L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 16/E del 23 aprile 2026, interviene sul codice tributo utilizzato per la compensazione del credito d’imposta riconosciuto alle imprese cosiddette “esodate” della Transizione 5.0, introducendo un aggiornamento formale ma rilevante sul piano operativo.
RIDENOMINAZIONE DEL CODICE TRIBUTO 7079
La novità principale riguarda la descrizione del codice tributo “7079”, già istituito con la precedente risoluzione n. 14/E del 16 aprile 2026.
Con il nuovo provvedimento:
- il codice resta invariato (7079);
- viene modificata la denominazione, che diventa:
o “Credito d’imposta - Articolo 8, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38”
La modifica elimina quindi ogni riferimento esplicito alla “Transizione 5.0”.
PERCHÉ CAMBIA LA DENOMINAZIONE
La scelta dell’Agenzia risponde all’esigenza di evitare ambiguità interpretative tra due fattispecie distinte:
- da un lato, il credito d’imposta ex articolo 8 del DL 38/2026, destinato alle imprese rimaste escluse dal plafond originario;
- dall’altro, il credito “ordinario” Transizione 5.0, disciplinato dal DL 19/2024.
Secondo quanto evidenziato anche dalla stampa specializzata, l’eliminazione del riferimento alla Transizione 5.0 serve a chiarire che si tratta di un credito autonomo, con caratteristiche proprie in termini di:
- importo,
- modalità di fruizione,
- tempistiche di utilizzo
MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO
Restano confermate le indicazioni operative già fornite con la risoluzione n. 14/E/2026:
- il credito è utilizzabile in compensazione tramite modello F24;
- deve essere indicato il codice tributo 7079;
- la compensazione può avvenire:
o in una o più soluzioni;
o entro il 31 dicembre 2026
DISTINZIONE RISPETTO AL CREDITO TRANSIZIONE 5.0 “ORDINARIO”
Un elemento centrale del chiarimento riguarda la corretta individuazione del codice tributo da utilizzare:
- Codice 7079
o credito ex art. 8 DL 38/2026 (imprese “esodate”);
o utilizzo entro il 2026;
- Codice 7072
o credito Transizione 5.0 “ordinario” residuo al 31 dicembre 2025;
o utilizzo in 5 quote annuali a partire dal 2026